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L’intervento chirurgico

Dieta

Digiuno per liquidi e solidi a partire dalle ore 24 della sera precedente l’intervento. Più in generale il digiuno deve essere iniziato almeno 8 ore prima dell’intervento; durante questo lasso di tempo, peraltro, il paziente può assumere eventuali farmaci prescritti per via orale. Il principio fondamentale che regola l’adozione di queste misure dietetiche consiste nel facilitare lo svuotamento dello stomaco, minimizzando in tal modo il rischio di vomito con inalazione (passaggio degli ingesti nelle vie respiratorie con conseguente soffocamento) al momento dell’induzione dell’anestesia. Negli interventi sul tratto gastro-intestinale, il paziente può consumare un pasto leggero a pranzo e una dieta semiliquida la sera (minestrina, semolino, frutta cotta).

Igiene del corpo

Particolare attenzione dovrà essere prestata alla zona intorno all’ombelico e in corrispondenza delle pieghe cutanee (ascelle, regioni inguinali, perineo, spazi interdigitali), privilegiando l’uso di saponi antisettici in grado di ridurre la carica batterica della pelle (a base di clorexidina). La sera precedente l’intervento è consigliabile praticare doccia o bagno, completi di shampoo se necessario, quindi provvedere al cambio degli indumenti igienici, nonché della biancheria del letto. La mattina dell’intervento, dopo la tricotomia, ripetere una doccia e provvedere alla detersione delle sedi anatomiche chirurgiche suddette.

Tricotomia

La depilazione, che deve sempre essere eseguita dal personale infermieristico, si pone l’obiettivo di liberare dai peli il campo operatorio e la zona circostante, tuttavia diversi studi dimostrano che l’assenza di depilazione diminuisce il rischio infettivo. In effetti, la tricotomia non dovrebbe mai causare lesioni cutanee (abrasioni) e in questo senso l’uso del rasoio a lama espone a un rischio infettivo maggiore: meglio sarebbe il rasoio elettrico. In alcuni paesi europei, la tricotomia non viene eseguita. La rasatura andrebbe eseguita di preferenza la mattina dell’intervento. Da bandire assolutamente le creme depilatorie in quanto potenzialmente responsabili di fenomeni allergici locali. Nei pazienti portatori di stomie (enterotomie, urostomie), la sacca di raccolta deve essere cambiata prima del trasporto in sala operatoria.

Profilassi

Le infezioni del sito chirurgico rappresentano il 15-20% delle infezioni acquisite in ospedale, per cui una corretta antibiotico profilassi è raccomandata nei tempi e modi prescritti dal sanitario curante, così come la profilassi trombo embolica nei pazienti a rischio, mediante l’uso di calze elastiche e di iniezioni sottocutanee di farmaci a base di eparina a basso peso molecolare. Farmaci antiaggreganti e anticoagulanti orali. In base alle raccomandazioni del curante, vanno sospesi dai 3 giorni (vedi Coumadin, Sintrom) ai 5 giorni (vedi Cardioaspirina), fino ai 7-10 giorni (vedi Tiklid) prima dell’intervento, onde prevenire il rischio di sanguinamento perioperatorio, eventualmente sostituiti da eparina a basso peso molecolare per via iniettiva sottocutanea. Documentazione relativa alla malattia. La sera precedente è indispensabile accertarsi della presenza della cartella clinica e infermieristica, consenso informato, ecg, referto di esami strumentali e di laboratorio, compresi quelli effettuati dal paziente in altre sedi. Il paziente deve essere accompagnato in sala operatoria munito di tutta la documentazione clinica relativa alla malattia.

La ferita chirurgica

Le ferite sono definite come una soluzione di continuo della cute e dei tessuti molli provocata da agenti di diversa natura (abrasivi, contusivi, da punta, da taglio) e possono essere superficiali, quando interessano cute e tessuto sottocutaneo, o profonde, quando coinvolgono le strutture sottostanti (fascia ed elementi sottofasciali). Il processo di guarigione può avvenire per prima intenzione (i bordi della ferita sono fra loro perfettamente combacianti, è il caso delle ferite chirurgiche) o per seconda intenzione (i bordi non combaciano, per cui il processo di guarigione sarà più lungo e comporterà una maggiore visibilità della cicatrice). Tra i fattori necessari per una normale guarigione delle ferite, citiamo fattori locali (formazione del coagulo, buona vascolarizzazione e assenza di infezione) e generali (età e stato nutrizionale). In particolare, la corretta e adeguata cicatrizzazione delle ferite risulta ostacolata dall’eventuale concomitanza di carenze proteiche e vitaminiche, diabete mellito, obesità, infezioni. E’ buona norma scoprire la ferita chirurgica dopo 48 ore dall’intervento. Il cerotto medicato rallenta la cicatrizzazione e favorisce l’infezione. La ferita può essere bagnata rapidamente e subito asciugata. Esiste anche una patologia dei processi di cicatrizzazione delle ferite, di quell’insieme cioè di fenomeni biologici che conducono alla formazione di “nuovo” tessuto (cicatrice) destinato a riparare una perdita di sostanza cutanea, di origine traumatica o non. In alcuni casi (cicatrizzazione ipoplasica) si verifica una insufficiente produzione di tale tessuto, per cui la cicatrice appare depressa, biancastra e facilmente ulcerabile. Tra i fattori che possono indurre tale situazione spiccano i deficit alimentari, le infezioni, corpi estranei nella ferita, malattie della circolazione e del metabolismo, deficit immunitari. La cicatrizzazione ipertrofica comporta invece un aumento della produzione di fibre collagene con conseguente la formazione, dopo circa 2 settimane, di un cordone rilevato, arrossato e dolente. Possibili cause sono la predisposizione individuale, suture grossolane o una eccessiva tensione dei margini della ferita. Tale tipo di cicatrice tende nel tempo spontaneamente a regredire, eventualmente con il supporto di prodotto cortisonici locali, fitoestratti enzimatici o infine con trattamento laser. A distanza di 6 mesi, infine, è possibile ricorrere all’asportazione chirurgica della cicatrice. Si definisce cheloide una tumefazione di colorito rosso, dolente, di forma diversa dalla cicatrice dalla quale prende origine, favorita da alcuni fattori predisponenti quali l’età giovanile, il sesso femminile, la presenza di corpi estranei, eccessiva tensione dei margini. Il trattamento si basa sull’applicazione per alcuni mesi di gel di silicone (Dermatix) o creme a base di estratti di cipolla (Contractubex).
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    Dirigente Medico, specialista in Chirurgia Generale, Direttore della Unità Operativa Complessa di Chirurgia Generale e Oncologica dell’ Ospedale Madre Giuseppina Vannini di Roma.

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